2019 | Acquabassa | Concorso di progettazione per una fontana | Calvisano
Il progetto tende a ridefinire l’intero ambito urbano della piazza del Comune misurandosi con gli elementi che la costituiscono: la torre civica, il palazzo comunale, il monumento ai caduti e, sul lato sud, il complesso del Monastero domenicano di Santa Maria della Rosa.
La giacitura della fontana, con il principale allineamento est-ovest, muove dall’antica presenza di una piccola roggia di scolo derivante da un complesso sistema di irrigazione di un ordinato orto ottocentesco sul cui sedime oggi si erge il monumento ai caduti della Città di Calvisano. La roggia di scolo, un taglio netto nella terra, costituiva il limite a sud della Piazzetta Bonalda – oggi piazza del Comune – assumendo così anche un significativo ruolo urbano oltre che idraulico.
Da questa cesura, limite tra la piazza e la strada, si sviluppa il progetto acquabassa. Idealmente, la roggia viene riportata in luce e questo primo atto costituisce l’origine della proposta che volontariamente riduce al minimo la terza dimensione sviluppandosi interamente in senso planimetrico, reinterpretando le opere idrauliche della campagna della bassa. Da qui il duplice significato del motto acquabassa: da un lato la volontà di lavorare prevalentemente sul piano orizzontale, dall’altro il riferimento geografico alla campagna.
Alla certezza dell’allineamento a sud si contrappone un limite a nord che registra l’irregolarità dei bordi della piazza derivando dalla perpendicolare alla giacitura della torre civica e, per un tratto, dalla parallela alla sagoma del palazzo comunale.
Il passaggio pedonale, posto all’incirca ad un terzo dell’intero sviluppo della fontana, tende a sottolineare l’ingresso al Chiostro domenicano del complesso di Santa Maria della Rosa dividendo la fontana in due parti, formalmente e tecnicamente. Il tratto ad ovest ricalca idealmente il sedime della roggia di scolo ed è definita nel lato nord da un piccolo argine in cemento armato che per dimensioni e proporzioni (40 cm di altezza per 30 di larghezza) diventa una seduta. In corrispondenza del piccolo invaso d’acqua di 60 cm x 30 cm il muro di cemento è tagliato per tutta la sua lunghezza, a livello del pelo libero dell’acqua, da una feritoia. Da qui emerge l’acqua che, simbolicamente, affiora dalla terra come nelle risorgive.
Ad ovest del percorso pedonale – qui pensato come una chiusa e delimitato lateralmente da due sedute dalle medesime caratteristiche – si apre il grande specchio d’acqua, a memoria delle marcite, che si estende tra le due direttrici fondamentali cadenzato da piccoli lembi di terra regolari, stretti e lunghi.
Il progetto della nuova fontana di Calvisano mira ad essere un elemento urbano di sintesi tra gli elementi che definiscono il vuoto urbano della piazza. Esso, per il valore qui attribuitogli, vuole suggerire inoltre una ridefinizione degli usi della piazza anche in ragione delle recenti opere pubbliche avviate sul territorio calvisanese come, ad esempio, l’ampia area a parcheggio definita con il Piano Integrato di Intervento, “PII Lechi”.
Il carattere architettonico della proposta esprime inoltre una provocazione, in termini positivi, rispetto al tema stesso della fontana inteso nella più comune accezione come elemento focale, autoreferenziale e celebrativo.




